sabato, agosto 28, 2021

Divertirsi è una cosa seria


Ciao,

eccoci qui, è arrivata la quarta puntata del mio viaggio nella mia formazione nel digital marketing con Marcello Cosa .

Oggi mentre scrivevo sul mio profilo Instagram un post a partire da una citazione di Calvino (lo scrittore non il religioso 😁 ) ho pensato che quella citazione sarebbe potuta calzare a pennello anche qui: “il divertimento è una cosa seria”.


Eh già... anche in questo percorso il divertimento è un punto cruciale. Sono entrata nella fase cresci della roadmap di Marcello, ovvero la fase in cui cominci a creare il terreno dove pianti il seme che poi diventerà in futuro (si spera) il lavoro dei sogni e lo nutri.


Se da una parte mi sento come il gattonante fanciullo della pubblicità dei pannolini, che scopre un mondo e si perde a guardare le cose più banali con gli occhi sgranati come se fossero tutte magia, e vive tutto come un gioco, dall'altra l'impegno mi sta un po' erodendo l'entusiasmo sotto le gambette scalcianti.


Non è mai facile 'crescere', comporta ritrovarsi a incespicare su terreni al di fuori della comfort zone. 

Collegandomi al mio campo di studi universitario, psicologia cognitiva, mi sento come il bambino nel famoso esperimento di Gibson sulla percezione visiva denominato 'visual cliff' (precipizio visivo)





Capisci perchè la citazione di Calvino ha senso. Rimettersi in gioco comporta applicare a volte anche delle regole che mal si conciliano da principio con le gambette malferme e corte di chi sta muovendo i primi passi, ma soprattutto con l'insicurezza di chi teme di stare sul precipizio e deve fidarsi di una voce dall'altra parte che dice "vieni, vedrai che non cadi". Perciò trovare piacere in quello che si fa, divertirsi, è fondamentale per non perdere la motivazione, ma ha anche uno strato sottostante serio.

Allo stesso tempo mi sento come un 2enne che si prepara per la maratona di New York, solo che io non sto affrontando qualcosa che non posso affrontare.


In pratica ho tanta creatività da mettere in campo in questa fase, e quello è il mio campo, ma anche un bel carico di insicurezze personali che affiorano e credimi se ti dico che anche quello è il mio campo. 😅


Infatti c'è lei, la Piccola Fiammeferaia... 😔

ho battezzato così anni fa quella vocina interiore che mi rema pervicacemente contro  Apparentemente innocua, ma capace di farmi sentire inadeguata in ogni situazione.  È la vocina che mi invita sempre a scegliere ruoli e professioni molto al di sotto delle mie possibilità, brucia il fiammifero, mi dice, guarda che bello il fiammifero che brucia, non saresti mai capace di venderli e viverci vendendo i tuoi fiammiferi.

Credimi se ti dico che quei fiammiferi sono possibilità che spesso ho finito col bruciare, per non aver avuto il coraggio di buttarmi in qualcosa di più importante e significativo.


Più tardi ho scoperto che questa cosa ha un nome: sindrome dell'impostore. Per quanto ci si prepari su una cosa ci si sente sempre come se si stesse frodando il pubblico e facendo la figura del peracottaro davanti al mondo.


Forse non lo sai ma molti personaggi illustri ne soffrono, tra cui, incredibile ma vero, Meryl Streep, che ha dichiarato in un'intervista: “Ma è possibile che la gente abbia ancora voglia di venire a vedermi in un film. E comunque io non so recitare. Che ci faccio qui?”, e parliamo di una magnifica attrice che ha vinto NON UNO ma TRE premi Oscar. 


Ecco, lungi da me mettermi a confronto con la sublime Streep, ma è consolante sapere che non sono la sola a combattere contro l'insicurezza.
Anzi se hai la curiosità di saperne di più QUI trovi una bella carrellata di personaggi famosissimi con questo problemino,

Ora comprenderai bene perchè la fase cresci in quanto cruciale mi sta mettendo molto alla prova. Da una parte è stimolante, piena di aperture e visioni su possibilità che prima non vedevo, dall'altra è frustrante, in un continuo tiramolla.


Marcello dice che è del tutto normale sentirsi a disagio in questa fase, ed io di lui ho fiducia, seguo la voce e mi avventuro sul plexiglass sopra il precipizio.

Non poteva non venirmi in mente la famosa scena di Indiana Jones e l'ultima crociata, una perfetta metafora di quello che sto facendo:



Perciò vado avanti, un piede davanti all'altro.

Questo articolo è stato una specie di brainstorming con un pubblico silenzioso, a me piacerebbe sentire anche la tua voce, scrivimi se ti va, mi trovi anche su instagram o su facebook, non scherzo quando dico che mi piacerebbe avere il tuo feedback. 

Adesso torno nella mia batcaverna 😎 a studiare i piani segretissimi 😀, ma spero di ritrovarti qui alla prossima puntata.


A presto 🙏


Tiziana.

https://linktr.ee/tizianagiammetta



venerdì, agosto 13, 2021

terza puntata "Skadoosh" rastrelli ed altri racconti

Ciao, eccomi qui con la consueta puntata sulla mia formazione nel digital con Marcello Cosa .

Intanto parto con la NOTIZIA 😁 ... questa settimana ho avuto una prima 'illuminazione', di quelle tipo skadoosh! Come direbbe Kung fu Panda, e per un attimo ho visto un vero orizzonte possibile.

Come scrivevo a Marcello, era uno di quei momenti in cui stai cercando l'ago nel proverbiale pagliaio, ma persino peggio, come cercare un ago in un pagliaio in una notte senza luna, e con come luce solo il tuo cellulare...

… mentre vagavo alla cieca SBAM! 😏 ho metaforicamente pestato sul classico rastrello, come succede nei cartoni animati. Ma stavolta ho realizzato una cosa, che il rastrello era proprio lo strumento di cui avevo davvero bisogno, non l'ago.


Che poi, a pensarci bene (lasciami divagare) che te ne fai di un ago in un pagliaio? Invece col rastrello la paglia la puoi raccogliere alla grande 😄

Giochi di parole a parte, devo proprio dirlo, ero eccitata come una bambina che sta per scartare il regalo, ma quello più grosso, sotto l'albero!

Per fortuna ho 54 anni, e un'esperienza imprenditoriale nel passato, e non la faccio più la follia di tuffarmi di notte da uno scoglio di imprecisata altezza senza sapere cosa troverò sotto.

Oltre ad aver chiesto un consiglio a Marcello, che ormai è ufficialmente il mio filo d'Arianna, ho frenato i cavalli.

Mi sono ricordata il Principio #4: Vai Lento Per Andare Veloce di cui parla Marcello, e cita per chiarirlo bene (leggi al link) la Parabola della ricchezza, perché questo racconto rende ben chiaro perché è dannatamente valido il proverbio 'la fretta fa i figli ciechi'.

Un'azione rapida priva di un piano è il modo migliore per fallire.

E qui torna buono il modo di dire della mia professoressa di marketing turistico “if you fail to plan, you plan to fail”, ovvero se fallisci nel pianificare stai pianificando il fallimento.

Perciò ho fatto una bella frenata, ma controllata, e mi sono messa a riguardare la cosa sotto tutti gli aspetti.

Il coraggio non mi è mai mancato 😎, se mi conosci lo sai bene, ma il confine tra coraggio e incoscienza è spesso impalpabile. E' importante sapere dove fermarsi, dove rallentare e dove si può rischiare, e, se è il caso, accelerare.

Ma, diciamocelo, la voglia di partire, di buttarsi nella mischia, sarebbe forte. 😁

Marcello insiste moltissimo sulla sistematicità nel fare le cose, seguire i passi con ordine, fare le cose con cura, senza fretta, capire bene dove si vuole andare prima di buttarsi in qualcosa di costruito solo a metà. E offre anche strumenti per convalidare.

Come ha scritto bene un altro allievo di Marcello in un commento: se ho tre ore per abbattere un albero passo le prime due ad affilare l'ascia.

Così, dopo aver sospeso l'operazione di lancio del mio missile a data da destinarsi, sono tornata a studiare bene tutto il materiale, anche quello aggiuntivo. Perché forse non l'avevo detto prima ma nel percorso Marcello ha inserito anche il ricchissimo corso “Da zero a digital”, nove moduli completi che vanno dalle basi più ignoranti fino a SEO, Social Media Marketing, passando su cose utilissime, come fare content curation, realizzare un blog con Wordpress... e molto altro.

Ecco, non avevo in mente di fare una recensione 😄, ma oggi ho seguito alcune delle lezioni di quel corso e mi sono entusiasmata.

Ora torniamo a noi...

Piccoli passi... spesso dico che anche una maratona è fatta di singoli passi, può far ridere detto da una sedentaria come me, ma credimi ne sono pienamente convinta.

Ho imparato qualche anno fa a spezzare qualunque grande progetto in piccoli traguardi.

Una volta mi fermavo di fronte all'immagine d'insieme e mi veniva l'ansia a pensare che la cosa da fare fosse un compito immane.

Ovvio, se guardi tutto il lavoro nella sua interezza, come se fosse una cosa da fare tutta in una volta chi non si spaventerebbe?

Tornando al nostro Kung fu Panda, aveva passione, voglia, motivazione, e davanti a lui c'era un lavoro immenso per diventare il 'guerriero dragone', la formazione è stata solo un percorso, un passo dietro l'altro, un pezzettino di strada alla volta, e alla fine l'altamente improbabile è diventato possibile.

Dopotutto le cose si possono imparare, basta impegnarsi e farlo con un progetto ben strutturato davanti.

Ad esempio, sto frequentando l'università, a una non proprio tenera età, se avessi guardato globalmente il numero di esami da fare (incluso il test di ammissione) e il numero di libri da leggere, magari facendomi anche un conto di quante pagine avrei avuto da studiare (non semplicemente da leggere), e con tutta una vita da vivere di madre, moglie annessi e connessi, mi sarebbe preso un infarto!!! 😆

Forse anche per questo non l'avevo affrontata prima, mi ci voleva esperienza e maturità, si, d'accordo, anche autodisciplina, motivazione, tempo e serenità, vero, tutto vero, tuttavia senza la capacità di guardare l'insieme come un percorso a tappe probabilmente non avrei potuto pensare, a 50 e rotti anni, di farlo.

Mi colpì qualche anno fa un professore di italiano, mi disse di vederlo come un insieme di quadratini da sbarrare uno alla volta, e quando sarebbe stato tutto pieno mi sarei trovata alla fine del viaggio senza accorgermene.

Infatti guardo ai 14 esami già superati, ai 107 crediti già acquisiti, e mi sembra sorprendente quanta strada ho già percorso.

Allo stesso modo, con la stessa sistematicità, sto affrontando questo sogno, diventare una nomade digitale (a proposito se vuoi capire qual è il mio obiettivo dà un'occhiata QUI dove trovi altri che hanno fatto percorsi di vari tipi ma verso un obiettivo analogo).

Voglio trovare il modo di coniugare la mia immensa passione per web, comunicazione, tecnologia e studio, con le mie competenze e qualità, che sono molte, differenziate, uniche, in un mosaico che mi caratterizza in modo univoco, e farne un lavoro che io possa svolgere con competenza autonomia e soddisfazione, ovunque nel mondo, con un notebook e una connessione internet decente.

Difficile dirai, ma a me sono sempre piaciuti i compiti difficili. ;-)


Ti racconto un aneddoto: ho un caro amico, si chiama Paolo, con cui ho intrattenuto per moltissimi anni una bellissima corrispondenza via lettera (di quelle di carta 😁), lui è uno di quelli super prudenti, mica come me... mooolti anni fa mi scrisse che nel mio modo di fare gli sembravo una formica che cerca di spostare una montagna un granellino alla volta, e che non sarei, a suo avviso, arrivata a nulla così facendo.


Sullo specifico argomento (che qui non importa) poi gli ho dimostrato di averlo fatto, la montagna l'ho spostata, un granellino alla volta, con pazienza e ostinazione, e sono arrivata alla meta prefissa.

Perciò citando Frankenstein "SI PUÒ FA-RE!"


Aggiungo un'altra osservazione, se aspetti che una cosa sia a portata di mano per affrontarla non farai un sacco di cose nella vita.

Piano! Non sono qui a dire buttati senza attrezzarti nella prima cosa che ti passa per la testa anche se è difficilissima, dico solo che con la calma e la pazienza anche l'elefante …. può fare amicizia molto intima con la formica (he he ci siamo capiti). 😂


Va bene, ho messo tanta, troppa carne al fuoco in questo post, sono sempre TROPPA come mi hanno detto in moltissimi. Perdonami, e spero di averti lasciato qualche utile spunto di riflessione in questo mio viaggio di parole.

Ti saluto invitandoti a fare visita al mio Matteo, il mio blogger preferito... come? Non c'entra nulla con quello che ti ho detto finora? Dici?

Forse, ma Oscar Wilde diceva che tutti gli uomini vivono nel fango, ma alcuni tra essi guardano le stelle... Il mio uomo è uno che le guarda sempre con amore e passione.

P.s ognuno di noi ha una propria 'distesa di stelle' (una propria passione) a cui guardare, fammi sapere qual è la tua se ti va.

Ci vediamo con la prossima puntata, stay tuned.


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